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| ...semplicemente un MIMO... | |
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SoundSCRIVIMI DI QUESTO TEMPOE' la mia prima pubblicazione. E il mio primo, piccolo passo verso un grande traguardo. CalendarioAttenzione! No al DDL che trasforma la libera espressione della rete in testate giornalistiche
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell'Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. Chiediamo al Consiglio dei Ministri di ritirare il DDL che imporrebbe l'iscrizione al ROC anche dei semplici blog.
Per firmare clicca qui:
http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html omaggio a Marcel Marceau
Amo1. La mia voglia di provare. Di sentire. Di emozionarmi. La fantasia dei miei sogni e il parallelismo che questi hanno con la realtà. Due occhi e un sorriso riassunti in un brivido.
2. I sapori, dolci e amari. Salati e forti. Una crepe alla nutella. Una birra chiara schiumosa. Un hamburger del paninaro di Pincherle. 3. Gli amici. Quelli che ti sorridono anche se dici una cazzata. Che ti ascoltano anche se sei in silenzio. Quelli che rispettano il tuo silenzio senza invaderlo con chiacchiere inutili. Quelli che ti abbracciano e si fanno avvolgere dal tuo calore. 4. La musica e i ricordi legati ad ogni sonorità intrisa di timbri strumentali. Le belle voci e la musicalità che ti concedono nell'ascoltarle ad occhi chiusi. 5. I gesti. I movimenti. L'armonia dei corpi e la danza delle mani. L'espressione viva di un volto. La mimica. Odio1. l'odio.
2. la presunzione, l'arroganza che fa invadere la gente nelle altrui corsie. 3. la debolezza negli uomini che li rende vigliacchi. 4. l'insistenza che invade e prorompe. 5. il signor Berlusconi. GOCCE NEL MIO (a)MARLink
Sogni nel cassettoVivere quel magico parallelismo tra sogno e realtà con la quale immagine nella mente sono nata, ma di cui ho capito l'essenza solo da un po'...
svegliarsi la mattina rigettando le immagini oniriche, ancora impresse nella mente, sulla vita quotidiana... svegliarsi con lo sguardo del proprio lui addosso, credendo di vivere ancora un sogno... ogni volta stupirsi delle forze della natura, come se non si fosse mai giunti prima a conoscenza di certe magie... credere nella magia del cosmo, reale ma anche tanto fantastica... confondendo due dimensioni che tanto lontane tra loro poi non sono... SOGNI PARALLELI...“Pensare all’esistenza di realtà parallele può far venire in mente l’infinità dei sogni che possono contenere. Illusioni parallele. Illusioni e basta in questa dimensione. Sicuramente non cambieranno il corso della nostra vita, dei nostri destini ... ma possono rendere tutto meno asettico, aggiungere colore, farci alzare lo sguardo ... come le canzoni ...”
Federico Zampaglione ![]() ...LA CASA VUOTA
di Kim Ki-duk Esco dalla mia casa. Mentre sono fuori, qualcun altro entra nella mia casa vuota e ci vive. Mangia cibo dal mio frigorifero, dorme nel mio letto, guarda la mia TV. Forse perché si sente in colpa, aggiusta la mia sveglia rotta, fa il bucato, mette tutto in ordine e poi scompare. Come se nessuno fosse mai stato lì… Un giorno entro in una casa vuota. Sembra che non ci sia davvero nessuno, così mi spoglio, mi faccio un bagno, preparo da mangiare, faccio il bucato, aggiusto una bilancia e mi esercito a golf nel giardino di casa. Nella casa c'è una donna scoraggiata, spaventata e ferita che non esce mai e piange. Mostro a lei la mia solitudine. Ci capiamo senza dire una parola, scappiamo via senza dire una parola. Mentre scegliamo in quale casa vivere, ci sentiamo sempre più liberi. Nel momento in cui sembra che la nostra sete di libertà si sia placata, restiamo intrappolati all'interno di una casa buia. L'uno resta in una casa fatta di nostalgia. L'altro impara a diventare un fantasma per nascondersi nel mondo della nostalgia. Ora che sono un fantasma non ho più voglia di cercare una casa vuota. Ora sono libero di andare nella casa in cui vive la mia amata e darle un bacio felice. Nessuno sa che sono lì. Tranne la persona che mi aspetta… Qualcuno arriva sempre per la persona che aspetta… Arriva di sicuro… dalla persona che aspetta… In questo giorno del 2004 qualcuno aprirà il lucchetto che blocca la mia porta e mi renderà libero. Avrò cieca fiducia in questa persona e la seguirò ovunque, non importa dove o cosa ci succederà… Verso un nuovo destino… E' difficile dire se il mondo in cui viviamo è sogno o realtà. Agosto 2004, Kim Ki-duk in una casa vuota
NON E' SOLO UNO SCORCIO DELLA COSTA SALENTINA...E' un'insenatura dove padroneggia una grotta che presenta al suo interno una risorgenza d'acqua dolce e alla cui sommità si innalza un ponte da cui è visibile un panorama mozzafiato...
Verso l'interno si incanala una scarpata scalabile... Non è solo un pezzo di mare...E' IL CIOLO! ![]() Omaggio ad Haruki Murakami![]() (perchè anche i libri possono avere colonne sonore) VOLVER - Estrella Morente Yo adivino el parpadeo de las luces que a lo lejos van marcando mi retorno. Son las mismas que alumbraron, con sus palidos reflejos, hondas horas de dolor. Y aunque no quise el regreso, siempre se vuelve al primer amor. La quieta calle donde el eco dijo: "Tuya es su vida, tuyo es su querer!" Bajo el burlon mirar de las estrellas que con indiferencia hoy me van volver. Volver, con la frente marchita, las nieves del tiempo platearon mi sien. Sentir, que es un soplo la vida. que veinte años no es nada, que febril la mirada errante en las sombras te busca y te nombra. Vivir, con el alma aferrada a un dulce recuerdo, que lloro otra vez. Tengo miedo del encuentro con el pasado que vuelve a enfrentarse con mi vida. Tengo miedo de las noches que, pobladas de recuerdos, encadenan mi soñar. Pero el viajero que huye tarde or temprano detiene su andar. Y aunque el olvido, que todo destruye, haya matado mi vieja ilusion, guardo escondida un esperanza humilde, que es toda la fortuna de mi corazon. Io prevedo il tremolio Delle luci che in lontananza Stanno segnando il mio ritorno Sono le stesse che rischiararono Con i loro pallidi riflessi Fionde ore di dolore E sebbene non desiderai il ritorno Sempre si torna al primo amore La tranquilla strada dove l’eco disse “tua è la sua vita, tuo è il suo amare” sotto il …guardare le stelle che con indifferenza oggi tornano a me tornare con la fronte avvizzita le nevi del tempo argentarono le mie tempie sentire che è un soffio la vita che vent’anni non sono niente che febbrile è lo sguardo errante nell’ombra ti cerca e nomina il tuo nome vivere con l’anima ostinata ad un dolce ricordo che piango un’altra volta ho paura dell’incontro con il passato che torna a confrontarsi con la mia vita ho paura delle notti che, popolate di ricordi, incatenano il mio sognare però il viaggiatore che sente prima o poi trattiene il suo andare e sebbene il dimenticare che tutto distrugge abbia ucciso la mia vecchia illusione custodisco nascosta una umile speranza che è tutta la fortuna del mio cuore Poichè l'alba si accende...Poiché l'alba si accende, ed ecco l'aurora,
poiché, dopo avermi a lungo fuggito, la speranza consente di ritornare a me che la chiamo e l'imploro, poiché questa felicità consente di esser mia, facciamola finita coi pensieri funesti, basta con i cattivi sogni, ah! soprattutto basta con l'ironia e le labbra strette e parole in cui uno spirito senz'anima trionfava. E basta con quei pugni serrati e la collera per i malvagi e gli sciocchi che s'incontrano; basta con l'abominevole rancore! basta con l'oblìo ricercato in esecrate bevande! Perché io voglio, ora che un Essere di luce nella mia notte fonda ha portato il chiarore di un amore immortale che è anche il primo per la grazia, il sorriso e la bontà, io voglio, da voi guidato, begli occhi dalle dolci fiamme, da voi condotto, o mano nella quale tremerà la mia, camminare diritto, sia per sentieri di muschio sia che ciottoli e pietre ingombrino il cammino; sì, voglio incedere dritto e calmo nella Vita verso la meta a cui mi spingerà il destino, senza violenza, né rimorsi, né invidia: sarà questo il felice dovere in gaie lotte. E poiché, per cullare le lentezze della via, canterò arie ingenue, io mi dico che lei certo mi ascolterà senza fastidio; e non chiedo, davvero, altro Paradiso. Paul Verlaine | 06 Marzo 2010
RomaPensavo di farlo dopo gli esami il resoconto di questo mese, e magari avrebbe avuto anche più senso. Però oggi ho studiato parecchio e fuori piove. Posso permettermi il lusso di rilassarmi un attimo davanti al pc e scrivere quello che meglio mi riesce. Che sento. Che penso. Che spero. 07 Febbraio 2010
El oleajeDentro al moto ondoso del mare ci puoi vedere il futuro. La deriva litorale procede in una direzione lungo la costa e tu, osservando l'andamento della risacca, piano piano la segui con gli occhi. Guardando l'orizzonte invece, puoi osservare come certe onde si rompono molto più distanti dalla costa di quanto eri abituato a vedere. L'oceano è speciale anche per questo. Le onde hanno creste alte, e riflettendosi sulla costa si incontrano e si scontrano. Vanno e vengono. 03 Febbraio 2010
Nuevo balance2 Febbraio. Sono qui da quasi un mese eppure il tempo è stato scandito da intervalli irregolari. Momenti di entusiasmo si sono intercalati ad altri un poco più sofferti. La lingua non la domino. Il freddo mi è entrato nelle ossa (ed io che pensavo che della vicinanza all'Africa ne avrei solo giovato...) e l'umidità gli fa compagnia. 16 Gennaio 2010
Por fin CàdizFuori dalla finestra del salòn c'è il sole. E non è affatto scontato. L'inverno è arrivato anche qui, nel profondo sud andaluso. A Siviglia la scorsa settimana ha addirittura nevicato, dopo circa 60 anni. Le case qui a Càdiz non contemplano l'uso dei termosifoni, perciò abbiamo dovuto rimediare comprando un nordico, un piumone per non soffrire il freddo la notte. L'oceano è un po' inquieto. Grandi onde giungono in serie fino alla battigia, lungo tutta la costa della ciudad, orchestrando all'unisono con il vento proveniente da nord est. E per alcuni è una fortuna. Juan si sveglia tutte le mattine per andare a surfare. Recupera le forze con un pranzo veloce quanto basta per affrontare le quattro ore del master che ci aspettano. 16 Novembre 2009
Quando si dice si va in toscana. Ovvero anche un'altra volta.Il cielo è grigio fin dalle prime ore della mattina (vabbè, mo' "prime" è un eufemismo, cmq dalla prima mattinata). Grigio come una cappa, che si estende fino all'orizzonte. Ma è il compleanno di G. e quindi tutti si va in toscana. Sei con due macchine. 07 Novembre 2009
"buongiorno..."Su quel biglietto P. mi ha scritto di non andarmene senza fare prima colazione. La sua macchinetta del caffè è sul tavolo, insieme a una tazzina ma anche a una tazza più grande, tante volte al caffè preferissi il thè. Che dolce, pensa sempre a tutto, lui. Accendo il gas, e attendo che la macchina sia pronta. Attendo che l'acqua faccia il suo percorso vitale fino a diventare vapore e a fondersi con il macinato. Fino a diventare una cosa sola con il caffè, venendo alla luce con quell'inconfondibile suono di fuoriuscita. Tschhh. Un suono che tanto mi ricorda un aereo che decolla. Quando preparo il caffè con la macchinetta di un'altra persona mi sento vicina a questa come se fosse lì con me. Entro a contatto con la cosa più genuina che possiede. E come il gesto intimo di un bacio, l'aroma viene a contatto con le mie papille gustative, prima attraverso le labbra e poi, inesorabilmente, con la la lingua che si lascia accarezzare.
Questi sì che sono dei graditi "buongiorno"...
21 Ottobre 2009
Ricordo. Vi ricordo.Questo spazio è sempre qui per me. Decisamente più per me che per gli altri. Da quando ho cominciato a scrivere, nonostante siano cambiate molte cose, ne sono perdurate delle altre. Persone. Fatti. Ricordi. E in qualche modo più scrivo più mi accorgo che molte delle cose che rientrano nella sfera della mia vita sono destinate a restare o a fare dei giri immensi per poi ripresentarsi. Da quando F. non c'è più sono trascorsi più di due anni e mezzo. Iside svelata. Da allora ho rivisto Jonathan ben poche volte. Più per sapere come stava che per farlo stare bene, in effetti. Da allora G., invece, non l'ho più visto. 02 Ottobre 2009
Per tutto il resto c'è l'evasioneFerrara è calda che pare ci si possa svenire. Dopo la nebbia delle prime ore della mattinata esce il sole, quanto basta per illudersi che sia ancora estate. Terminato il colloquio, ci ritroviamo tutti un po' sconvolti e forse incapaci davvero di comprendere cosa questo comporti. Siamo seduti a un tavolo con qualche bottiglia d'acqua, da cui tentiamo di riattingere le nostre energie. Il dott. M. ci è sembrato un po' folle. Un po' disorganizzato, ma decisamente entusiasmato. Forse più di noi. 28 Settembre 2009
17 Settembre 2009
La gente che va (postdatato. 30/07/2009)Un'immagine unica è quella di Ruben che beve il mio caffè davanti alla finestra della cucina e guarda fuori. E mentre guarda fuori, verso l'orizzonte al crepuscolo, pensa a qualcosa (chissà cosa) che lo tiene lontano da dov'è. Un'immagine unica è quella di Ruben l'ultima mattina a Glasgow, mentre beve il mio caffè, mi sorride e mi ringrazia perchè glielo lascerò assieme alla mia macchinetta per due giorni, mentre sarò via. 13 Settembre 2009
Messa a fuocoPercorro la Cristoforo Colombo per andare a Ostia e la voce di Sting che canta dalle casse dell'autoradio mi ricorda qualche immagine del "Terzo gemello" di Ken Follet. Un uomo con un cappello con visiera entra in una casa. Se non fosse per quel cappello potrebbe essere in tutto e per tutto scambiato per l'altro. Qualche domanda intima o qualche sguardo più profondo basterebbero a smentirlo. Ma lei quel cappello non l'ha mai visto. E non sa di essere in pericolo. |